Un modello di successo elvetico
Da oltre 100 anni, datori di lavoro e lavoratori in Svizzera negoziano insieme le condizioni di lavoro. Sono le parti sociali a conoscere il proprio settore e a trovare soluzioni per salari equi, buone condizioni di lavoro e una protezione completa. I contratti collettivi di lavoro dichiarati di obbligatorietà generale sono il cuore di questo modello.
Che cosa offre il partenariato sociale
Le parti sociali negoziano, raggiungono accordi, controllano e aggiornano le regole. Lo fanno regolarmente e su un piano di parità, con un finanziamento a carico del settore, non dello Stato.
Pace sociale. Collaborazione invece dello scontro: la Svizzera non conosce scioperi come in Francia, Germania o Italia. I conflitti tra le parti sociali vengono risolti al tavolo delle trattative, prima che si aggravino.
Vicino alla realtà del lavoro. I rappresentanti dei settori conoscono il proprio ambito. Su questa base stabiliscono condizioni salariali e di lavoro adatte al settore, differenziate e sostenibili sul piano economico.
Un sistema che si adatta. I salari negoziati vengono aggiornati regolarmente, tenendo conto del rincaro e della situazione del settore. Se un settore è sotto pressione, le parti sociali trovano insieme soluzioni senza dover passare attraverso il processo politico.
Protezione contro il dumping salariale. I CCL dichiarati di obbligatorietà generale si applicano a tutte le aziende del settore, comprese le imprese estere che lavorano in Svizzera e le imprese di prestito di personale. In linea di principio, i salari minimi cantonali non si applicano ai lavoratori distaccati da altri Cantoni o dall’estero. I salari minimi dei CCL, invece, si applicano anche a loro.
Pari condizioni per tutti. Le regole uniformi di un CCL nazionale garantiscono le stesse condizioni di base alle aziende e ai lavoratori in tutta la Svizzera, evitando un mosaico di disposizioni diverse.
La Svizzera nel confronto internazionale
Nel confronto internazionale, la Svizzera ha un’elevata partecipazione al mercato del lavoro, una disoccupazione molto bassa e una distribuzione equilibrata dei salari. I salari sono protetti in modo efficace dalle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone, dai contratti normali di lavoro della Confederazione e, soprattutto, dai contratti collettivi di lavoro dichiarati di obbligatorietà generale.
Oggi sono in vigore 46 CCL dichiarati di obbligatorietà generale dalla Confederazione e 38 dai Cantoni. I CCL federali proteggono oggi circa 1,12 milioni di lavoratori.
E i salari minimi cantonali?
Oggi cinque Cantoni hanno un salario minimo legale: Neuchâtel, Giura, Ginevra, Ticino e Basilea Città. Inoltre Zurigo, Winterthur e Lucerna hanno salari minimi comunali.
Dove non esiste un CCL dichiarato di obbligatorietà generale, si applica il salario minimo cantonale o comunale. Questo non cambia. Oggi resta da chiarire solo quale salario si applica quando coesistono un salario minimo negoziato per il settore e un salario minimo cantonale o comunale. La proposta chiarisce proprio questo punto.
Domande e risposte
Che cosa significa «paritetico»?
Significa «in parti uguali». Una commissione paritetica comprende lo stesso numero di rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori. Le decisioni vengono prese insieme.
Chi sono le parti sociali?
Le associazioni dei datori di lavoro e i sindacati di un settore. Negoziano i contratti collettivi di lavoro e ne verificano insieme l’applicazione.
Che cosa succede se le parti sociali non raggiungono un accordo?
Non viene concluso un nuovo contratto e ci perdono entrambe le parti: i lavoratori perdono le prestazioni del CCL e le aziende perdono le regole vincolanti per l’intero settore. È proprio questa pressione che spinge a trovare compromessi.
I CCL vengono negoziati da oltre 100 anni?
I primi contratti collettivi di lavoro in Svizzera risalgono all’inizio del Novecento. Con l’accordo di pace del lavoro del 1937 nell’industria delle macchine e dei metalli, il partenariato sociale è diventato un modello svizzero: i conflitti vengono risolti attraverso la negoziazione.